L’Officina Profumo–Farmaceutica di Santa Maria Novella
L’Officina Profumo–Farmaceutica di Santa Maria Novella, a Firenze, nasce nel 1221, l’anno della morte di san Domenico. E nasce proprio per opera dei frati domenicani, religiosi dell’ordine fondato da quel santo spagnolo che Dante, nel canto XII del Paradiso, definisce “agricola”, agricoltore, chiamato da Cristo “a l’orto suo per aiutarlo”: per aiutarlo nella cura dell’”orto della Chiesa”.
Si può dire quindi che all’origine di quest’orto di fragranze vi sia profumo di santità.
Quei primi figli di san Domenico hanno dato corpo alla metafora dantesca: a Firenze essi si fecero infatti anche ortolani per coltivare le erbe officinali necessarie alla preparazione di medicamenti, balsami e pomate utili alla piccola infermeria del convento.
L’attività interna si aprì al pubblico nel 1612 e nel XVIII secolo la sua fama raggiunse la Russia, l’India e la Cina.
Dalla fine dell’Ottocento l’”effimero” – profumi, sali, ciprie, essenze, saponi – ebbe definitiva preminenza sul “curativo”: oggi nella bellissima Officina, ricca di sale e ambienti originali del XIV secolo arredati con stupendi armadi, fregi settecenteschi e affreschi degli ultimi anni del Trecento, c’è una biblioteca, un museo di ceramiche d’epoca, di alambicchi e macchinari…
E, naturalmente, come quattrocento anni fa, c’è ancora il negozio, che ha in vendita i profumi fabbricati con la stessa arte antica.
Gli aromi ti inebriano di passato, si viaggia nel tempo fra gli odori che, incorrotti, hanno attraversato i secoli.










