La Pala di San Zeno di Mantegna: un classico
La Pala di San Zeno
Nella Pala di San Zeno di Andrea Mantegna (1431-1506), nell’omonima Basilica di Verona, risalta la cultura classica del grande artista veneto.
Secondo l’illustre storico dell’arte Federico Zeri è innanzitutto la razionalizzazione dello spazio in cui sono inserite le figure a testimoniare lo studio e l’amore per l’antichità
.
Ma anche osservando i particolari del capolavoro realizzato fra il 1457 e il 1459 si ha conferma di tale caratteristica: I pilastri del loggiato marmoreo in cui troneggia la Vergine sono decorati da medaglioni con soggetto pagano – si riconoscono “Le fatiche di Ercole”
. E le figure che attorniano il gruppo della Madonna col Bambino hanno, secondo Zeri, l’aspetto di statue classiche colorate
.
Il fortissimo rapporto di Mantegna con la scultura di Donatello
, spiega ancora Zeri evolve nella Pala di San Zeno in una sorta di neoclassicismo idealistico
.
C’è molta Roma antica in questo quattrocentesco capolavoro veneto.
Madonna col Bambino
Madonna col Bambino e santi
Da sinistra: san Pietro, san Paolo, san Giovanni Evangelista, san Zeno
Da sinistra: san Benedetto, san Lorenzo, san Gregorio Magno, san Giovanni Battista
Copia moderna della predella, opera di Paolino Caliari
Predella: copia dell'Orazione nell'orto (l'originale è nel Musée des Beaux-Arts di Tours)
Orazione nell'orto, particolare
Predella: copia della Crocifissione (l'originale è nel Musée du Louvre, Parigi)
Crocifissione, particolare
Predella: copia della Risurrezione di Cristo (l'originale è nel Musée des Beaux-Arts di Tours)
Risurrezione, particolare
Madonna col Bambino, particolare
Madonna col Bambino, particolare
Angeli cantori
Angelo musico









