Fu il re di Sicilia Ruggero II (1095-1154) a far costruire tra il 1130 e il 1144 la Cappella Palatina, nel Palazzo dei Normanni di Palermo. Un sovrano colto, cresciuto nella corte degli Altavilla ed educato da istitutori latini, greci e arabi. Un uomo combattivo che trascorse gran parte della sua vita da re – durata un quarto di secolo, dal 1130 al 1154 – a guerreggiare contro dignitari rivoltosi, parenti ribelli, papi e imperatori per conservare ed estendere il proprio potere.
E la formazione cosmopolita del monarca normanno è testimoniata non solo dalla poliedricità dei rapporti che coltivò nella sua corte – eruditi di tutte le etnie vi si radunavano – ma anche dalla splendida policromia della Cappella palermitana, nella quale decorazioni e pitture islamiche affiancano mosaici bizantini e sculture di artisti di cultura latina.
Su tutta questa meraviglia vigila da nove secoli il Cristo Pantocratore benedicente, effigiato nella cupola. “Pantocratore”, cioè “dominatore di tutto”, “onnipotente”.
Il sovrano cosmopolita sapeva a chi doveva il proprio potere mondano.
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La Cappella Palatina di Palermo e il re cosmopolita


