La Fontana di Venere e Adone, realizzata in marmo bianco di Carrara da Gaetano Salomone tra il 1784 e il 1789, si trova nella meravigliosa cornice dei giardini della Reggia di Caserta, in un parco che si estende per 120 ettari, con prati all’inglese e boschetti. Fu Luigi Vanvitelli a progettare l’impianto idrico, che in un affascinante percorso accompagna personaggi mitologici come Diana, Atteone e, appunto, Venere e Adone, protagonisti del gruppo scultoreo della penultima fontana della grande e maestosa piscina.
La dea, conquistata dalla straordinaria bellezza del figlio di Cinira, Re di Cipro, si trova in ginocchio. Tiene la mano del suo amato, implorandogli prudenza nella caccia, mentre lui, inconsapevole del destino che lo attende, la rassicura. Le ninfe sono sdraiate mentre Marte, sotto le spoglie di un cinghiale che attaccherà Adone, è pronto a ferire.
Il sistema idrico che approvvigiona la Reggia è l’Acquedotto Carolino, così chiamato in onore di Carlo di Borbone. Il Vanvitelli si approcciò all’opera cercando di imitare la sontuosità e la maestosità delle grandi dimore reali francesi, ma purtroppo non vide mai compiuto il suo capolavoro compiuto. Esso venne infatti portato a termine dal figlio Carlo, che gli succedette a corte come primo architetto nel 1773. La Reggia di Caserta fu terminata l’anno successivo.
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Fontana di Venere e Adone: capolavoro settecentesco


