Il lago di Paola visto da Marinetti e Gregorovius
Ecco il lago di Paola (o laguna di Sabaudia), un bacino di acque salmastre dal perimetro di venti chilometri e dalla superficie di quattrocento ettari, ospitato nel Parco nazionale del Circeo, in provincia di Latina.
Separato dal mare da una striscia di dune larga circa quattrocento metri su cui lussureggia la macchia mediterranea, il lago appariva agli occhi dello storico tedesco Ferdinand Gregorovius un grigio e melanconico specchio d’acqua fra rive piane, un vero lago di maremma che s’internava per parecchie miglia dentro terra
(“Pellegrinaggi in Italia”, 1856-1877).
Il lago di Paola, insieme ai vicini laghi costieri di Caprolace, dei Monaci e di Fogliano, fa parte di un importantissimo ecosistema palustre in cui svernano e nidificano numerose specie di uccelli migratori.
Dolce meta di un turismo intelligente e insieme fervido invito a belle navigazioni
, scriveva enfaticamente Filippo Tommaso Marinetti nel 1934, ecco Sabaudia fra boschi e lecci e querce selvagge intatte da far pensare a Virgilio e il seducente semimarino lago di Paola che sogna di specchiare anche le lontane-vicine isole amiche
.
Ma è sempre Gregorovius a lasciarcene un’immagine suggestiva: L’ardente sole del mezzodì fiammeggiava sul lago plumbeo nella profonda e selvaggia solitudine delle paludi e dei boschi: gli alti giunchi e i tamarischi della riva si muovevano appena; non una barca appariva sulla superficie tranquilla; questa quiete fosca e solenne aveva qualcosa di favoloso
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