I monotipi di Venturino Venturi, universo di variazioni
Senza titolo, 1948, monotipo da matrice in linoleum, Archivio Venturino Venturi
Ecco un’antologia di disegni – “monotipi” – astratti di Venturino Venturi, scultore e pittore toscano (1918-2002) che trascorse gli anni della giovinezza e della prima formazione tra Lussemburgo e Germania per poi rientrare, a metà degli anni Trenta, in Italia, a Firenze, dove frequentò il caffè “Le Giubbe Rosse”, storico ritrovo di letterati e artisti italiani, tra i quali Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Enrico Pea, Vasco Pratolini e Ottone Rosai.
Come realizzava i “monotipi”?
Venturino scolpisce direttamente le matrici su semplici tavolette di legno, non particolarmente pregiato, usando la sgorbia per ottenere effetti di nitida semplicità; come sempre sono le tecniche semplici degli artigiani a fornirgli la base per le sue elaborate realizzazioni
.
Le forme che egli ricava in questo modo sono elementi geometrici semplici, griglie o spirali, tracciati in negativo o in positivo, quasi un sillabario figurativo, ricavato con sicurezza d’occhio e di mano, ma non senza varianti, sincopi e abbandoni che testimoniano dell’amorevole attenzione di chi le traccia, intento non a dimostrare teoremi, ma a reinventare i fondamenti di una sua originale maniera d’esprimere una sua umanità semplice e profonda
.
E il linguaggio serve per esprimersi con parole e frasi quando dalla matrice incisa si passa alla realizzazione del foglio: sotto la pressione sempre varia della mano dell’artista il foglio si riempie di più impressioni della stessa matrice, seriate in modo da riempire talvolta interamente il campo, e talaltra da lasciare ampi vuoti su alcuni dei margini, a formare un universo di variazioni, in cui un’unica forma, nel suo continuo risuonare, scandisce spazi e genera profondità oscure rischiarate da lame di luce
.
La tecnica in apparenza elementare appare quindi un mezzo per dare immediata espressione a una capacità di figurare infinita, in cui, si direbbe, ogni fibra di un’umanità genuina e pensosa si rivela
(M. Forti, A. Caleca, “Impronte di materia: Venturino Venturi: matrici, monotipi, disegni e sculture dal 1948 al 1986”, L’Erma di Bretschneider, Roma 2006).
Senza titolo, 1948, monotipo da matrice lignea, Archivio Venturino Venturi
Monotipo, 1948, olio su carta
Monotipo, 1948, olio su carta
Monotipo, 1948, olio su carta
Monotipo, 1948, olio su carta
Monotipo, 1948, olio su carta
Monotipo, 1948, olio su carta
Monotipo, 1948, olio su carta
Monotipo, 1954, olio su carta
Monotipo, 1948, olio su carta
Monotipo, 1948, olio su carta
Monotipo, 1948, olio su carta
Monotipo, 1948, olio su carta
Senza titolo, 1963, olio su carta, Archivio Venturino Venturi
Senza titolo, 1966, olio su carta, Archivio Venturino Venturi
Senza titolo, 1947, olio su carta, Archivio Venturino Venturi
Senza titolo, 1950 ca, china rossa









