I misteri del sottosuolo di Osimo
Osimo, nelle Marche, è una città dalle viscere cave che ospitano misteri scolpiti nel tufo.
Nel suo sottosuolo – di cui abbiamo parlato per cenni in questo articolo – si snodano nove chilometri di gallerie e cunicoli, percorrendo i quali ci si imbatte in numerose grotte (una novantina quelle censite fino a oggi).
Non c’è unanimità d’interpretazione da parte degli studiosi sugli obiettivi che spinsero alla realizzazione di questa ragnatela di cavità sotterranee disposte su vari livelli e collegate tra loro mediante pozzi e camini.
E nemmeno la loro datazione è certa (le ipotesi vanno dal VI al XII secolo, e variano naturalmente a seconda degli ambienti e delle zone).
Senz’altro sono riconoscibili diverse tipologie di spazi ipogei e quindi molteplici funzioni: cunicoli idraulici per il passaggio dell’acqua e grotte utilizzate come rifugi, luoghi di riunioni segrete o magazzini per la conservazione di scorte alimentari.
Ma i misteri si infittiscono di fronte alle particolari raffigurazioni scolpite sulle pareti di alcune grotte, come la “triplice cinta” – simbolo “labirintico” spesso utilizzato dai templari – che campeggia nella cavità collegata a Palazzo Simonetti.
O le figure umane e animali – più di trenta rappresentazioni fra donne con archi, giovani alati, divinità pagane, scorpioni, leoni, serpenti… – che decorano le pareti della Grotta Campana, nel sottosuolo dell’omonimo palazzo.
Adesso scendiamo nelle viscere di Osimo.
Photos via: ©Osimo Sotterranea, ©PaTe2, ©www.rivieradelconero.tv, ©www.wineandtravelitaly.com, ©Fabrizio Ardito, ©www.rivieradelconero.info









